NEVICATA

Sui campi e sulle strade;
silenziosa e lieve,
volteggiando, la neve
cade.

Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa
poi sul terren si posa
stanca.

In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.

Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo
indifferente il mondo
tace.

ADA NEGRI ‘Fatalità’ 1892

La poetessa gestisce la metrica in modo raffinato. Questa poesia consiste in 4 strofe, saffiche, di 4 versi ciascuna, 3 settenari piani e 1 bisillabo. La saffica fu reintrodotta da Pascoli, che Ada ammirava.
La famiglia di Ada Negri (Lodi 1870 – Milano 1945) era povera; Ada rimase presto orfana di padre, fu allevata dalla madre, operaia in un opificio, e dalla nonna, portinaia. Si diplomò all’Istituto Magistrale, facendo la maestra elementare per tutta la vita. A Milano conobbe Filippo Turati, segretario del partito socialista italiano. Le sue opere di narrativa e le poesie riguardano temi sociali, come lo sfruttamento degli operai e gli infortuni sul lavoro.