Racconti: LA CANZONE DELLA VITA, Gregorio Asero

LA CANZONE DELLA VITA

Amaro il mio destino, così amaro che mi fa sussultare di tristezza l’anima ogni volta che penso a lei, e non ho modo di frenare le lacrime, nonostante mi fossi ripromesso di non farlo mai più. Mi tornano alla mente, sbiaditi dal tempo, i dolci ricordi ormai sepolti e lontani. Ricordi che non hanno più un volto, né un nome. Ricordi di sensazioni intime e forti che hanno segnato tutto il cammino di mia vita e che hanno concorso a rendermi ciò che sono, nel bene e nel male.

Ecco questa canzone si chiama esperienza e col senno di poi uno si accorge di quanto fosse vivo, anche nei momenti più tristi, anche nella sofferenza. 

Però sono convinto che esiste qualcosa di ancora più dolorosa della sofferenza e della tristezza del passato, ed è il rimpianto di una vita vissuta vuota di emozioni, di luoghi comuni, di consuetudini… di sogni mai avverati.

Una vita fatta di sofferenza, e di falsità, solo perché si cerca di nascondere la propria fragilità, che poi, a pensarci bene, è la cosa più bella e più vera di noi.

La vita, poi ci accorgiamo, è solo una canzone che canta la ricerca dell’amore, quello vero ed eterno, è una canzone sull’incostanza dell’essere umano e dei suoi tanto sopravvalutati sentimenti, della sua presunzione, della ricerca d’infinito che si scontra inevitabilmente col suo essere finito e limitato. La vita è come una canzone che canta la nostalgia.

Ecco questa canzone ci accompagna per tutta la vita e suona sempre lo stesso ritornello e allora più passa il tempo più se ne comprende il senso. Solo che quando l’abbiamo capita ci accorgiamo che la vita è già finita. Ci resta solo la dolcezza e la tristezza per il tempo che passa e pensiamo alle persone che non camminano più con noi e il rammarico delle parole mai dette o le cose mai fatte.

Gregorio Asero

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