Parigi val bene una messa

e tu, cosa vali, torri normanne

pirati saraceni facciate barocche

e tu, cosa vali, limoni latomie

gelsomini cantate al chiaro

di luna e un pugno di lupini?

Parigi val bene che mi inginocchi

che asperga incenso nel tempio

e tu cosa vali, accucciata ai tuoi piedi

che li unga d’olio sacro

come al pellegrino divino,

vali che dalle tue gambe

me ne vada ad abitare il cuore?

Parigi val bene che io mi umilii

per governarla, vestita d’oro e broccati,

senza troppo sangue e ferite

e tu cosa vali, il mio corpo nudo

che ti scalda, le mie audaci carezze

e il potere solo di un sorriso

a dare vita alle tue labbra chiare?

Grazia Fresu