Su un’intera facciata dell’edificio al civico 3, noto come “il palazzo degli artisti” di via Arimondi, a Portonaccio, il nuovo lavoro dell’artista romana, largo 25 metri e alto 10. Il camion di una ditta di consegne si ferma nel bel mezzo di via Arimondi, subito dopo l’incrocio con via di Portonaccio. L’autista scende, alza il naso verso il cielo: “Anvedi quanto è bello!”. Un anziano, affacciato alla finestra, gli risponde orgoglioso: “Hai visto? Almeno quando ci rinchiuderanno in casa avremo qualcosa di bello da guardare!”. La città ha bisogno di street art. Lo si comprende dall’entusiasmo di chi ha scoperto cosa si celava dietro all’enorme telo che copriva un’intera facciata dell’edificio al civico 3, noto come “il palazzo degli artisti” di via Arimondi: il nuovo, splendido murale di Alice Pasquini, largo 25 metri e alto 10. Protagoniste le sue donne, con i loro sguardi che infondono serenità, sprazzi di colore tra i capelli al vento che si riflettono nell’architettura urbana che l’artista ha dipinto, tra palazzi e binari che non solo riprendono la ferrovia reale che costeggia la strada, ma con un gioco di prospettiva sembrano sfondare il muro, verso un oltre, un domani. Un’immagine di speranza, regalata alla cittadinanza, ai passanti, e soprattutto alle migliaia di finestre che guardano sul quel fazzoletto di asfalto. Tra le più note esponenti romane del muralismo, ben oltre i confini cittadini e nazionali, Alice è la prima a firmare un’opera del progetto One City. Un’iniziativa – ideata e sponsorizzata, assieme a Cgil, da Luisa Melara, avvocata ed ex presidente di Ama – che ha come obiettivo portare, entro la fine del 2021, un’imponente opera di street art a firma di autori di rilievo internazionale in ogni municipio della città. Una sorta di staffetta tra territori: contestualmente all’inaugurazione, è avvenuto il passaggio di testimone con Sabrina Alfonsi, presidente del I municipio, che ospiterà il secondo lavoro, idealmente collocato sulle mura del Mercato Esquilino, di fronte al parco intitolato a Willy Monteiro Duarte.(WEB)