Racconti: IL PIACERE, Gregorio Asero

IL PIACERE

Questa è una parola, un concetto che è stato screditato in modo incredibile dalla nostra cultura occidentale. Eppure la ricerca del piacere, accompagna l’intera vita dell’uomo, in ogni sua azione. 

La pubblicità di creme anti-invecchiamento, le lozioni per capelli sempre splendenti, ci frastornano con i loro slogan e ci impongo di piacere agli altri per piacere a noi stessi. 

Bisogna essere sempre in forma smaglianti, belli, perfetti. Che cosa sono un po’ di sacrifici per essere sempre al top? In questa società bisogna prima di tutto apparire, anche se in cambio paghi con un po’ di depressione. Siamo diventati esseri assetati di noi stessi, siamo diventati degli automi in cerca di una sola cosa: la felicità ad ogni costo. 

Essere felice ad ogni costo purtroppo comporta un grande dispendio di energie mentali oltre che fisiche, col rischio dei essere sempre più infelici. Eppure sarebbe così semplice essere felici se solo avessimo la pazienza di perderci in una bella poesia, o ad ascoltare della buona musica o perdersi negli ultimi raggi di sole di un tramonto. 

Questa si che sarebbe vera felicità se solo ne sapessimo cogliere il senso. Felicità ricercata solo per se stessa non è felicità. Purtroppo l’uomo è in cerca di una felicità di cui non è mai sazio. 

La felicità non dovrebbe essere ricercata in qualche cosa che va al di là della comprensione umana, o in una vita che non appartiene al nostro mondo. Se invece consideriamo la felicità, una condizione umanamente realizzabile abbiamo tutto il diritto e il dovere di anelarvi. 

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da “Pensieri sospesi” 

di Gregorio Asero 

copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

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