CIRCOLO PROVINCIALE ITALEXIT CON PARAGONE – TORINO

SALBERTRAND, SINDACO E GIUNTA ADERISCONO A ITALEXIT: “PICCOLI COMUNI ABBANDONATI DALL’UNIONE EUROPEA, SI TORNI A PARLARE DI TUTELA DEI TERRITORI”

Nella giornata di martedì 9 febbraio il Sindaco di Salbertrand (Torino), Roberto Pourpour, ha ufficializzato la propria adesione al partito Italexit con Paragone insieme a Vice Sindaco e Giunta. 

La decisione è maturata, nel rispetto di quel 67% di salbertrandesi che lo hanno votato, dopo una lunga riflessione sulle difficoltà che i piccoli comuni devono affrontare per soddisfare i bisogni della comunità e del territorio all’interno di un contesto, come quello dell’Unione Europea, che privilegia gli interessi di pochi a discapito del benessere collettivo. 

In una dichiarazione congiunta con gli altri amministratori, Pourpour ha puntato il dito contro gli abusi ambientali che colpiscono l’Alta Valle di Susa: “Viviamo in un territorio martoriato da autostrade, ferrovie, cantieri e discariche abusive di materiali inquinanti e pericolosi: chi viene a lavorare in queste zone gode di una immunità de facto che gli consente di abusarne liberamente per il proprio profitto. Oggi sono necessari ingenti investimenti in bonifiche e interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico ma a Bruxelles dicono che non ci sono fondi”. 

Pourpour non ha dubbi sulle priorità dell’Italia in questo momento storico: “Serve progettare una politica che rimetta al centro del dibattito il lavoro, i cittadini, i territori, le piccole e medie imprese e l’ambiente in modo da costruire un futuro migliore per noi e i nostri figli. Tutto questo non è possibile sotto i vincoli dell’Europa e della moneta unica”.

L’adesione è stata accolta con entusiasmo dai referenti locali e regionali del partito, Franco Trivero e Luciano Bosco: “L’ingresso di Pourpour e della giunta di Salbertrand per noi ha un valore speciale. Ciò che questi territori sono costretti a subire in nome dell’eco-mostro del TAV rappresenta esattamente quanto sta accadendo in Italia da 30 anni: l’imposizione coatta di una visione del mondo ormai superata e fallimentare, contro cui i cittadini hanno l’obbligo di opporsi”.