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“E’ corretto ritenere che l’origine del nome ‘Cristo’, quartiere di Alessandria, sia la distorsione dell’antico nome di ‘Caristo’ (in greco Karystós; in latino Carystus), una città rubata alla storia. Pare si riferisca ad un’antico insediamento abitato dai Liguri Stazielli, di cui era forse la capitale, distrutta nel 173 a.C. dagli antichi Romani, con gli abitanti uccisi o dispersi. Il Senato di Roma, successivamente riconobbe l’errore di quell’azione, che però segnò lo sviluppo del territorio attualmente detto alessandrino. Più o meno si tratta dell’attuale ‘Acqui Terme’ (in latino Aquae Statiellae), ove nei pressi c’è egualmente una località Cristo. Ma torniamo al 173 a.C. e alla distruzione romana: i Liguri in fuga si stabilirono in zona (Cartosio, Denice, Silvano d’Orba, Visone, Campo Ligure) arrivando anche sui terreni dell’attuale ‘quartiere Cristo’ di Alessandria, stabilendo senz‘altro contatti col centro romano di ‘Forum Fulvii’, l’attuale Villa del Foro, sobborgo di Alessandria.
Una leggenda vuole che il nome della zona, poi ‘quartiere Cristo’, derivi da un affresco col volto di Gesù dipinto sulla facciata di una casa, ma occorre considerare che l‘uso della denominazione era pre-esistente di molto alla costruzione di quell’abitazione.
Come pure sono pre-esistenti le citazioni rintracciabili in testi seicenteschi, che appunto confermano la denominazione corrente. Non vi sono che labili tracce, desunte da vecchi testi, in merito all‘esistenza di un ‘Borgo Carysto’ che sarebbe stato edificato sulla strada che da Genova porta a Tortona. Di certo c’è che, in quel tempo, la zona ove ora esiste il ‘Cristo’ c’era una striscia di terra abitabile inserita a ridosso di una palude: quella stessa palude, prosciugata, dopo secoli divenne la Città di Alessandria (detta anche città ‘della palea’, cioè ‘della palude’), nata ufficialmente nel 1168 attorno al preesistente nucleo abitativo di Rovereto (ora Borgo Rovereto, inglobato nel centro cittadino)”.
Claudio Braggio