https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/02/11/news/e_morto_chick_corea_leggenda_del_jazz-287159850/amp/

statunitense leggenda del jazz. Vincitore di 23 Grammy, ha suonato con i più grandi jazzisti del mondo, da Miles Davis a Stanley Clarke. Origini italiane – all’anagrafe si chiamava Armando Antonio Corea -, l’artista è morto a causa di una rara forma di tumore che solo da poco tempo aveva scoperto di avere.

La notizia della morte del grande artista è stata pubblicata sul suo profilo Facebook con un post che contiene anche il suo commiato, il ringraziamento a “tutti coloro che lungo il mio viaggio hanno contribuito a mantenere vivo il fuoco della musica” e un pensiero a chi gli è stato vicino.

Corea aveva iniziato negli anni Sessanta accanto a esponenti della musica latinoamericana come Mongo Santamaria e Willie Bobo, prima ancora c’era stata la collaborazione con il trombettista Blue Mitchell mentre il primo album è del 1966, si intitola Tones For Joan’s Bones e lo realizza in quintetto con Woody Shaw alla tromba e Steve Swallow al contrabbasso. Due anni dopo, si apre una prima porta d’ingresso tra i grandi del jazz, è l’album Now He Sings, Now He Sobs, Roy Haynes alla batteria e Miroslav Vitous al contrabbasso. La passione per la musica era nata durante l’infanzia, grazie al padre Armando J., da Albi, Catanzaro, che suonava la tromba in una formazione Dixieland negli anni Quaranta e che iniziò il figlio al pianoforte alla tenera età di quattro anni. Dal Massachusetts si spostò a New York per studiare musica in varie istituzioni accademiche che però mollò ben presto. In sessant’anni circa di carriera Corea avrebbe abbracciato numerosi generi musicali, non solamente nell’ampio spettro del jazz, ma coltivando parallelamente la passione per la musica classica e sviluppando così uno stile unico e insieme completo, con il pianoforte ma anche con tastiera elettrica, a proprio agio accanto a Herbie Hancock, Gary Burton e Michael Brecker ma anche con Bobby McFerrin o Pat Metheny.