Nella struttura fisica e morale dell’Oltretomba Dante segue le indicazioni della Chiesa rispetto alla dottrina del peccato e quindi dei sette vizi capitali.

Il concetto di “vizio capitale” risale ad Aristotele che lo definisce come “abito del male”.

La classificazione e la gerarchia dei diversi tipi di peccato è tuttavia molto varia. Giotto, per esempio, ne illustra una versione all’interno della Cappella degli Scrovegni a Padova.

Sarà solo San Tommaso nel XIII secolo a introdurre la classificazione dei sette vizi capitali che tutti conosciamo: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia.

Tratto dalla nostra Divina Commedia. Leggi l’intero estratto: http://bit.ly/divinacommedia-vizi

Fonte: SEI editrice