“quel terriccio che si sfalda in fango
mostra l’affiorare della matrice d’ossa
la sua forma-colore goccia-percossa”
Alberto Rizzi, dalla raccolta inedita: “Fisse Immagini”

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percuoter goccia
dai silenzi di un fiordo
è vagare
senza spessore
lungo il fiato di un tempo
taciuto

guardare dentro la mano
aperta
linee di vita: siamo così!

sibilo dolce di
una parola errante
in cerca di risposo
alla sua matrice d’ossa

posseduta
come servo inutile