Mi aspettavo un encomio di Draghi per aver tenuto in piedi da sola le imprese italiane di biscotti in questo anno difficile.
Invece se n’è accorta solo la bilancia.

L’ho ignorata, impegnata come ero a riempirmi di emozioni che le mura e la banalità del tragitto casa lavoro, non sapevano offrirmi. E se anche esisteva comunque il calore della famiglia, veniva profuso a palate tra il pentolame, il bucato, la polvere. Facevo fatica a riconoscerlo mentre correvo al supermercato per inventarmi una cena o riempivo il serbatoio al distributore.

Adesso la sensazione di un invadente girovita mi ha come chiamata con una lunga telefonata. Come quella che Perseverence ha fatto ieri dopo aver toccato il suolo marziano. Dieci minuti di ritardo tra il contatto e la conferma. Ecco, io dieci minuti dalla percezione dell’ingombro alla comprensione di cosa fosse.

Biscotti.

Michela Santini

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