Oggi vi raccontiamo la vita di Esopo, la cui vicenda biografica è avvolta in un’aura di mistero a tal punto che non è mancato chi lo ritenesse una figura leggendaria.
Di conseguenza i dati che possediamo circa la sua vita sono alquanto scarni e incerti.

Secondo la tradizione, Esopo sarebbe nato a Samo nel VI sec. a.C., da umili origini (si dice fosse uno schiavo). Morì di morte violenta a opera degli abitanti di Delfi.

Di Esopo ci è giunta una raccolta di 358 favole, costituita da brevi componimenti in prosa, i cui protagonisti sono per lo più animali parlanti contraddistinti da un atteggiamento costante e ricorrente (la scimmia fraudolenta, il lupo ingordo, la volpe astuta) e che solitamente, dopo una introduzione iniziale (προμύθιον) e il corpo centrale del racconto, si concludono con un ἐπιμύθιον (ovvero la morale).

Tra le favole esopiche più famose c’è “Il topo di campagna e il topo di città”.

Tratto da Meràki, versionario di Greco per la Scuola Secondaria di II grado: http://bit.ly/merakigreco-demo