GENITORI COMPETENTI SI DIVENTA

Grazie al contributo delle neuroscienze abbiamo scoperto che oltre all’organizzazione verticale, il nostro cervello ha anche un’organizzazione ORIZZONTALE.

Esso è infatti suddiviso in 2 emisferi distinti e complementari che sono in grado di lavorare autonomamente, ma al tempo stesso si integrano l’uno con l’altro.

Ogni emisfero ha la sua specializzazione e si differenzia dall’altro per la sua modalità di “stare dentro” agli stimoli che va ad #elaborare.

L’emisfero sinistro è quello delle parole: analizza gli elementi oggettivi di ogni situazione e ne costruisce i significati.

L’emisfero destro invece è più focalizzato sull’elaborazione dei dati di contesto… Il tono e le sfumature vocali, le atmosfere.

Ecco allora il perché, in ogni interazione con il bambino, (che non ha ancora sviluppato delle competenze adeguate) gli adulti devono fare attenzione a comporre una corretta integrazione tra i diversi elementi testuali e contestuali, tra ciò che viene detto e il modo in cui viene detto.

È importante scegliere le parole, e che siamo possibilmente parole adeguate, per descrivere tutto ciò che ci troviamo a vivere sia per connotare gli eventi oggettivi (i fatti) sia per descrivere i connotati emotivi (le emozioni che ci fanno provare)

FACCIAMO UN ESEMPIO:
Cade un vaso e si rompe, il bimbo sussulta:
“Caspita! Che forte questo rumore… è stato improvviso (fatto oggettivo) : ora il mio cuore batte forte perché ho preso paura per lo spavento (connotazione emotiva di ciò che è successo)

Il bambino non riesce a descrivere con le parole i suoi stati mentali, l’adulto si.
È proprio grazie alle parole dei grandi e al modo in cui gli vengono dette che il piccolo può integrare in modo sempre più completo le differenti dimensioni che si localizzano in diverse parti del cervello e che se ben sintonizzate con la mente di chi gli vuol bene, gli permettono di crescere con molte competenze e una buona intelligenza emotiva.

Da L’educazione emotiva di Alberto Pellai