Gas serra, dati Ispra scagionano zootecnia, con lockdown crollo del 9,8%

Coldiretti. Alessandria: Il crollo delle emissioni dei gas serra nel 2020 conferma che i veri responsabili dell’inquinamento sono le attività industriali e il traffico che, infatti, sono stati bloccati dalle misure restrittive legate all’emergenza sanitaria da Covid mentre gli allevamenti italiani hanno continuato a lavorare a pieno regime. E’ quanto afferma Coldiretti Alessandria in riferimento ai dati Ispra che evidenziano la consistente riduzione del 9,8% delle emissioni di gas serra a livello nazionale nell’anno della pandemia rispetto al 2019. 

Mentre stalle e aziende agricole hanno continuato a lavorare per garantire i rifornimenti alimentari alle famiglie, le restrizioni anti contagio hanno semi paralizzato fabbriche e spostamenti di camion e auto determinando un crollo dei livelli di biossido di azoto, un marcatore dell’inquinamento, come mostrato chiaramente dalle immagini del satellite Sentinel 5 del programma europeo Copernicus, gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Solo il 7% delle emissioni di gas serra in arrivano dall’agricoltura sulla base dei dati Ispra dai quali si evidenzia che industria con il 44,7% e i trasporti con il 24,5% sono di gran lunga i maggiori responsabili.

“Alessandria è una provincia a prevalenza cerealicola, conosciuta per i suoi vigneti, gli ettari coltivati a nocciole e poi frutta e verdura. Per quanto riguarda gli allevamenti i numeri diventano un po’ più piccoli anche se strategicamente importanti ma, in tempo di coronavirus, è fondamentale allargare i confini e sottolineare quanto siano infondate le notizie che spesso riguardano proprio le stalle, un settore che non hanno mai smesso di lavorare a pieno regime per garantire forniture di latte e carne – afferma il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. I dati Ispra sull’andamento dell’inquinamento nell’anno del Covid non fanno altro che confermare il ruolo principale di industrie e trasporti”.

La zootecnia è un settore che, al contrario, alimenta economie circolari con la produzione di letame e liquami indispensabili per fertilizzare i terreni e alla base dell’agricoltura biologica con l’Italia che detiene la leadership europea in termini di numero di aziende.

“La nostra carne ed il nostro latte nascono da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta della carne attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica – aggiunge il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. L’emergenza coronavirus ha fatto emergere tutta la centralità delle filiere nazionali di latte e carne, ma anche le speculazioni visto che continuano ad arrivare latte e carne dall’estero mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori. Per questo scegliere carne made in Alessandria significa anche sostenere un indotto e soprattutto persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado ambientale, anche in aree difficili.”

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