La malattia, la morte (e il libro della figlia), di Steve Jobs

Al di là dei prodotti e del successo commerciale, Jobs è ricordato anche per le sue uscite pubbliche. Non a caso Apple ha dedicato al fondatore il teatro del nuovo campus, dove vengono rivelati i nuovi prodotti. Con Jobs le presentazioni diventano liturgia. Il suo “abito d’ordinanza” è un lupetto nero, con jeans chiari e scarpe da tennis. Passerà alla storia anche il citatissimo discorso tenuto all’università di all’Università di Stanford in cui raccomanda agli studenti di essere “affamati e folli”. Nelle uscite pubbliche, però, Jobs inizia a evidenziare un pesante dimagrimento: è il segno di una battaglia contro una rara forma di tumore al pancreas che lo porterà alla morte.

Il film e il libro della figlia

Dietro le quinte, Jobs è stato descritto come scorbutico e geniale. Un uomo pieno di manie, avaro e poco empatico. È stata al centro di polemiche anche la sua diffidenza nei confronti della medicina tradizionale. Da buona icona pop, è stato ritratto in un film del 2015, “Steve Jobs”, nel quale viene interpretato da Michael Fassbender. Oltre ai racconti delle sue biografie, più o meno ufficiali, a fornire qualche particolare in più è stata la figlia Lisa Brennan-Jobs, in un libro pubblicato recentemente. Lisa, come il nome del computer di Apple del 1983. La donna, oggi 40enne, è stata riconosciuta solo quando aveva otto anni, dopo una lunga battaglia legale e il test del Dna. Nel marzo 1991, Jobs ha sposato Laurene Powell. Dal matrimonio sono nati Reed nel settembre 1991, Erin nel 1995 e Eve nel 1998.

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