“…chissà che piega svolta rifiuto
del tempo precedente
che volto ti aspetta alla finestra
che te stesso
inquieto sbirciante sconosciuto”
(Bartolo Cattafi, “Atomi” da L’allodola ottobrina)

e tu? dove sei
ci? sei
che? fai
che? vuoi

sembra asfissiante
stasera la città
sembra incalpestata
pallida nuda
burlata a morte dal vissuto sfuggito
(le sue tracce…le sue? tracce)

cerca un angolo timido
dove incontrare
qualcuno
più timido

la forza di un grido
che non si sente
la sferza di due sillabe urlate: “ci? sei”
un canto di morte
un lamento: “che?”

e tu dove sei?
ci? sei
che? fai
che? vuoi

chi arriva?
chi arriva
il suo cappello è con la visiera abbassata
nel colore del nulla:
può esserci il nulla?

in città
senza preavviso

Egon Schiele, Case con panni stesi (1917) | Grande arte, Paesaggi,  Paesaggio astratto