IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE

Chiara Montani
Garzanti , 2021

Chiara Montani, architetto di formazione che ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, con questo romanzo d’esordio trascina il lettore in un tanto meraviglioso quanto complesso quadro : Firenze nel 1458.
Le sue pagine sono come pennellate che portano alla luce personaggi storici dell’arte, della politica e della religione, fra intrighi e cospirazioni. La voce narrante di questo romanzo storico arricchito da un sapiente contenuto misterioso, come suggerisce il titolo, è una giovane donna animata dall’amore per l’arte, i colori, le tele e i pigmenti, che non accetta il ruolo che la società dell’epoca le impone.
Lavinia è una diciottenne che vive sotto la tutela dello zio, il pittore Domenico da Venezia. E’ proprio nella sua bottega che la ragazza scopre la sua passione per la pittura, arte che non si addice, anzi è preclusa ad una donna , seppure sia in pieno fermento il Rinascimento fiorentino. Così i suoi esperimenti con il rosso cinabro, l’azzurro e gli altri colori restano un segreto da custodire.
E un altro alone di mistero aleggia sull’improvviso arrivo a bottega di Piero della Francesca, il già noto pittore che tutte le corti dell’epoca si contendono, uomo dal pessimo carattere, lingua tagliente e cervello sopraffino. Piero è stato allievo ed anche amico dello zio di Lavinia, ma cosa lo ha portato a Firenze?
Intanto l’omicidio del banchiere Felice Peruzzi irrompe nella vita di Piero, Domenico e Lavinia. Lo zio viene accusato di aver procurato i colori con i quali il Peruzzi è stato avvelenato, mentre Lavinia ha visto il cadavere dell’uomo e un disegno tracciato su una parete del palazzo: un serpente che si morde la coda. E’ certamente un simbolo che turba Piero della Francesca e il suo amico Domenico. Lavinia non vuole restare in disparte e, mentre sul destino dello zio incombono pesanti accuse, l’arrivo di Piero non le pare più una coincidenza. I due uomini nascondono qualcosa del loro passato che ora sta riemergendo.
La passione per l’arte intanto avvicina sempre più Piero e Lavinia: lei è affascinata dall’abile mano del pittore impegnato in uno dei suoi capolavori, La Flagellazione di Cristo, mentre Piero scopre le doti pittoriche della ragazza, che non lo scandalizzano, perché i pregiudizi non rientrano nel suo modo di pensare. Ed è proprio questo atteggiamento del grande pittore a contribuire alla trasformazione di Lavinia in una donna non più disposta a lasciare ad altri il compito di decidere della sua vita.
In un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con le vicende politiche e religiose, con tutto il fascino della Firenze dei Medici, l’autrice ci racconta un mistero, forse una verità perduta, ma soprattutto Piero della Francesca e il suo enigmatico talento espressivo.

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