Si chiamava Edmonda Marisa Cavanna, era una professoressa di Lettere in pensione amatissima dai suoi allievi, erede di una famiglia nobile veneziana emigrata a Genova. E, poco prima di andarsene, a 96 anni, senza figli né nipoti, ha deciso di lasciare la sua intera eredità in beneficenza.

25 milioni di euro in tutto, destinati in parte alla badante che si è presa di cura di lei per 40 anni, fino all’ultimo giorno.

Per il resto, cinque milioni all’ospedale pediatrico Gaslini e altrettanti al Galliera (con un’avvertenza: che non vengano utilizzati per l’ordinaria amministrazione ma in ricerca e nell’acquisto di nuove apparecchiature).

E poi enti di misericordia, onlus, fondi per l’infanzia, associazioni, ong come Amnesty International, Medici senza frontiere e Save the Children, dopo una vita di donazioni per gli ultimi.

Infine, in fondo al suo testamento, ha lasciato una piccola postilla, come fosse la cosa più naturale del mondo: “Se dovesse servire, dono i miei organi.”

Lorenza Tosa