Ho invitato le foglie del bosco
ad una festa
passavo da lì quel mattino
per la sera attendevo
il mio bambino.


E lui nacque.
Vagiva tutto rosso, allarmato
non capiva cosa gli fosse capitato
Lo chiamai “Nessuno” come suo padre
e il nonno.
Poi lo lasciai,
avevo altro da fare.


E vennero le foglie,
le invitate.
Lo presero con sè.
Sui castelli degli alberi
lo fecero crescere felice.


Non seppe mai
che ero io sua madre.
Di questo mi ringraziò
sempre.

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ora in L. Triolo, “E dietro le spalle gli occhi”

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