Alla scoperta del bianco

Un viaggio tra simboli e allegorie nel mondo animale e vegetale

di Luciana Benotto

Il più bianco, il più candido dei fiori è, senza ombra di dubbio, il giglio, che per gli Ebrei è il fiore della conoscenza.

 Nell’iconografia cristiana, visto che è emblema della castità e della purezza, questo fiore è attributo della Vergine, sia nelle scene dell’Annunciazione che in quelle dell’Assunzione, dove i gigli spuntano, insieme alle rose, nel suo sepolcro vuoto.

Ma il giglio compare pure nello stemma di molte città francesi: Angers, Bordeaux, Carcassonne, Parigi, Lille ed anche in quello della città di Firenze; ed era altresì il segno araldico del re Sole. A questo proposito si racconta che Luigi XIV, sopravvissuto ad un combattimento avvenuto in un acquitrino dove crescevano molti iris, decise di farne il suo emblema. L’iris venne così chiamato fleur de Louis, nome che, pronunciato rapidamente, suonò come fleur de lys, vale a dire giglio, che venne così a sostituire nel suo stemma, l’originario l’iris.

La leggenda più curiosa però, è quella greca che narra come questo fiore, così incredibilmente candido, spuntò la prima volta grazie a Giunone che, intenta ad allattare il piccolo Ercole, aveva lasciato inavvertitamente cadere una goccia del suo latte al suolo; tanto che, nell’antica Roma, proprio in virtù di quella narrazione, il giglio era chiamato “rosa di Giunone”.

 E come non concludere questo fantastico viaggio nel mondo dei simboli e delle allegorie senza parlare delle cangianti perle?

La perla è da sempre stata considerata alla stregua di una pietra preziosa, probabilmente per la sua lucentezza che ricorda l’opalescenza lunare. La Gnosi tardoantica, per il fatto che essa si trova celata dentro una conchiglia, la fece divenire il simbolo della sapienza esoterica, intesa più tardi dal Cristianesimo, come la dottrina del Salvatore che resta inaccessibile ai pagani. Curioso resta comunque il fatto, che si credeva si generassero da gocce d’acqua solidificate grazie alla luce solare o lunare.