MASCHERE, di Luigi Meloni

MASCHERE

Cammino sull’orlo del lago quante facce incontro

dietro queste maschere allungate,  maschere dove 

esce un naso con un rilievo, guance a volte non 

coperte, a volte attillate al viso chiuse da un paio 

di occhiali ;non vedo niente in questi visi dietro 

una maschera come se fosse carnevale solo gli occhi 

posso vedere,maschere che non hanno un nome, maschere 

che non hanno parole, maschere che non hanno sorrisi 

come in un profondo oltretomba, io li guardo io li vivo 

lontano in apparenza.

Guardandole dai miei occhi e non riconoscere un sorriso, 

un gesto con le mani, un’occhio che ti guarda,e’solo pazzia, 

in questo mondo ormai alla deriva, come una nave incagliate 

in una spiaggia di una lontana isola.

Maschere che non hanno anima, paurose della vita in una 

nebbia folta, dove io non possa vedere un’altro essere 

che prima cominunicavo;maschere su bambini, che non 

riconosceranno il vecchio mondo, sepppur con fatica si 

va avanti, ma sempre e’ bello vdere l’orizzonte.

Maschere sole, le vedo abbandonate nel fiume dell’oblio,

ormai non pensanti da un’ energia malefica,attaccate come 

colla al viso, se solo cadrebbero a terra si coprirebbero 

i volti, insegnati ad aver paura non si ricorderebbero 

piu’del vecchio mondo che era,quando si viveva, ma rimanere 

ciechi sotto una maschera,e’diventata realta’ nel loro mondo 

che gli basta come schiavi per poca felicita’.

(IL SOGNATORE)