Ogni amore è fantasia;
inventa l’anno, il giorno,
l’ora e la sua melodia;
inventa l’amante e, anche,
l’amata. Non è una prova
contro l’amore, che l’amata
non sia esistita mai.

ANTONIO MACHADO, Canciones a Guiomar 1929

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Guiomar designa la poetessa Pilar de Valderrana, di cui Machado si innamorò , ricambiato, in quegli anni.
Lo splendido gioco delle rime dell’originale, come la musicalità dei versi, nella traduzione, che tuttavia possiede un certo ritmo, si perdono.
Seguendo l’indicazione di Pier Vincenzo Mengaldo, trascrivo ciò che scrisse Leopardi, a proposito della propria canzone “Alla sua Donna”, nelle Annotazioni all’edizione delle Canzoni del 1824. Mengaldo afferma che i versi della lirica di Antonio Machado “Ogni amore è fantasia ”sono il miglior commento alla canzone leopardiana”.
“La donna, cioè l’innamorata dell’autore, è una di quelle immagini, uno di quei fantasmi di bellezza e virtù celeste e ineffabile, che ci occorrono spesso alla fantasia, nel sonno e nella veglia, quando siamo poco più che fanciulli, e poi qualche rara volta nel sonno, o in una quasi alienazione di mente, quando siamo giovani. Infine è LA DONNA CHE NON SI TROVA. L’autore non sa se la sua donna (e così chiamandola, mostra di non amare altra che questa) sia mai nata finora, o debba mai nascere: sa che ora non vive in terra, e che noi non siamo suoi contemporanei; la cerca tra le idee di Platone, la cerca nella luna, nei pianeti del sistema solare, in quei dei sistemi delle stelle. Se questa canzone si vorrà chiamare amorosa, sarà pur certo che questo tale amore non può né dare né patir gelosia, perché fuor dell’autore, nessuno amante terreno vorrà far all’amore col telescopio”.