Intervista alla Dott.ssa. Elisabetta Ponte, specialista in Geriatria e Gerontologia

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori un interessante e utile in quanto informativa intervista alla Dott.ssa Elisabetta Ponte, specialista in Geriatria e Gerontologia, presso l’ospedale SS.Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. www.ospedale.al.it > s.c.geriatria.

Dottssa Ponte lei attualmente svolge la sua attività presso il reparto Geriatria dell’Ospedale di Alessandria, quali sono state le sue precedenti esperienze?

Lavoro nella Geriatria dell’Ospedale di Alessandria da 14 anni, dopo la specializzazione in Geriatria e Gerontologia presso la Scuola di Specialità dell’Università di Torino, sotto la Direzione del Prof. Fabrizio Fabris che ho conseguito nel 2006. Prima ho lavorato per cinque anni come sostituta di Medicina Generale e, in quegli anni, ho frequentato il corso di formazione in Medicina Generale (dal 2000 al 2002). Mi sono infatti laureata in medicina nel ‘97 e mi sono abilitata alla professione medica nel ’98.

Come si diventa geriatra?

Dopo il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, si accede per concorso alla scuola di specializzazione in Geriatria e Gerontologia, presso le scuole di Specialità dell’Università. Io mi sono specializzata nel 2006 presso la scuola retta dal fu Prof Fabrizio Fabris (nato a Roma, cresciuto in Alessandria) e successivamente retta dal fu Prof Molaschi. Ero giunta a conoscenza del Professor Fabris tramite una collega che già frequentava la Geriatria come aspirante specializzanda, mentre stavo ancora frequentando il corso post-lauream di formazione in Medicina Generale (di famiglia), agli inizi del 2000. Avevo seguito un congresso internazionale di Geriatria e ho avuto modo di approfondire tematiche di salute sulla popolazione anziana grazie a professionisti mondiali. Sono rimasta affascinata ed entusiasta, sia per il carisma dei relatori, sia per l’impatto degli argomenti che avevano sul mio lavoro. Da qui la scelta: durante la specialità ho praticato il mio tirocinio presso il Reparto di Geriatria della Città della Salute e della Scienza di Torino (P.O. Molinette), alternando l’attività pratica in reparto, alle lezioni teoriche dei vari corsi.

Qual è l’età geriatrica?

La convenzione vuole che sia 65 anni, ma nel 2018 la SIGG, la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, ha proposto di aggiornare il concetto di anzianità e di elevare tale soglia di età a 75 anni. La SIGG nelle proprie linee guida dice che “…un sessantacinquenne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un quaranta-quarantacinquenne di trent’anni fa, e un settantacinquenne quella di un individuo che aveva cinquantacinque anni nel 1980. Dai dati demografici, si rileva che in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa vent’anni rispetto agli inizi del ‘900”. Un nuovo concetto di anzianità che meglio corrisponde alla realtà delle attuali performance fisiche e cognitive di persone over 65 che vivono in paesi ad elevato sviluppo economico. Utile dare qualche dato: in Italia, sono attualmente 14 i milioni di over 65enni, quasi il 23 % della popolazione. Questa fetta di popolazione è stata a sua volta catalogata in quattro sottogruppi: giovani anziani (tra i sessantaquattro e i settantaquattro anni), anziani (tra i settantacinque e gli ottantaquattro anni), grandi vecchi (tra gli ottantacinque e i novantanove anni) e i centenari. Esiste, però, anche il rovescio della medaglia e l’Italia vanta la maglia nera in termini di guadagno di anni di vita liberi da malattia rispetto agli altri Paesi europei. Significa che in Italia, oltre all’allungamento della vita media, sono aumentati anche gli anni di disabilità, gli anni vissuti in cattivo stato di salute, e il genere femminile risulta esserne il più colpito.

Venendo all’attività che svolge ora, ci può spiegare chi è e che funzione svolge il medico del reparto di geriatria?

Come geriatra mi occupo di approfondire la conoscenza dei disordini che portano allo squilibrio tra i vari organi e apparati: il Geriatra, nello specifico, studia i processi di invecchiamento, per migliorare i processi di cura, non dimenticando di alleviare il dolore e, non ultimo, di ridurre al minimo il tempo di malattia e la conseguente disabilità, con l’aiuto delle più moderne ed avanzate tecnologie, sia in campo diagnostico, terapeutico, che riabilitativo, non trascurando gli aspetti sociali e gestionali dei soggetti più fragili. Bisogna inoltre ricordare che la popolazione over 75 è sempre più numerosa e longeva e richiede competenze sempre più specialistiche e dedicate, che hanno portato negli ultimi anni a nuove branche: l’ortogeriatria, l’oncogeriatria, etc. La popolazione geriatrica è ad alto tasso di complessità per le multimorbilità variamente presenti ed interferenti fra loro: un anziano malato e fragile facilmente può essere colpito da più patologie: ecco perché è nata la Geriatria, alla fine degli anni ’50, con il Professor Greppi e il Professor Antonini, che istituirono, differenziandola dalla Medicina Interna, questa branca specialistica di approfondimento e di ricerca, all’interno di un processo di rinnovamento per una Medicina sempre più moderna e aggiornata. La compilazione di linee guida dedicate a questa popolazione, data la scarsità delle stesse, è uno degli obbiettivi delle società scientifiche geriatriche, come alcune task force di ricerca mirate istituite con il patrocinio di governi e organizzazioni internazionali (ad esempio, la più famosa sull’ Alzheimer). Le linee guida specifiche, oltre ad essere un supporto sempre importante e necessario nella scelta dei percorsi di cura, sono un vero e proprio strumento di lavoro, ed entrano a far parte integrante nel processo decisionale, con principi sostenuti da fondamenti scientifici validati a livello internazionale. Questo permette a noi clinici, e nello specifico a noi geriatri, di curare i nostri pazienti anziani in modo omogeneo e razionale in ogni parte del mondo con gli stessi principi e i medesimi strumenti, ove questo possibile.

Cos’è la valutazione multidimensionale geriatrica?

Si tratta di un preciso“processo diagnostico interdisciplinare multidimensionale” mirato ad individuare le condizioni mediche, psicosociali, funzionali e i problemi degli anziani fragili e di sviluppare un programma generale per il trattamento e il follow up del paziente. Proprio come dicevo, le linee guida e quindi queste scale di valutazione, ci permettono di misurare aspetti dell’invecchiamento che condizionano l’efficacia degli atti
terapeutici. Ne cito alcuni, solo per fare qualche esempio: la comorbilità, patologie anomale, la capacità di risposta… Attraverso questa valutazione il geriatra può ottenere preziose informazioni sul paziente, sia di carattere biomedico (ad esempio le terapie in corso, la dieta) sia informazioni relativo alla sfera emozionale e sociale, oltre la valutazione delle capacità motorie. Abbiamo a disposizione, grazie alla costante ricerca scientifica in corso su questa tematica, numerose scale differenti per misurare durante una visita lo stato di salute del paziente. Dobbiamo quindi utilizzare al meglio questa ‘guida’ che ci orienta nella pratica clinica anche ai fini della presa in carico del paziente geriatrico affetto da demenza o nell’ambito delle visite oncogeriatriche, di cui sono il medico referente per la Geriatria insieme alla Dottoressa Silvia Zai per l’Oncologia, all’interno della Rete Oncologica Piemonte e Valle D’Aosta.

E’ esatto dire che il medico specialista in geriatria si occupa dell’assistenza ai pazienti affetti da disturbi epatologici, autoimmuni, allergologici, gastroenterologici, reumatologici, e di tutte le altre problematiche di medicina generale che non necessitano di un approccio chirurgico?

I pazienti geriatrici hanno la caratteristica di presentare, spesso in maniera anomala e difforme, le patologie che colpiscono i vari organi e apparati, sia per l’invecchiamento degli apparati stessi, sia per la compresenza di una o più patologie croniche o acute interferenti, e non ultimo, per la polifarmacoterapia, ossia l’associazione tra più farmaci per il trattamento di una o più patologie. Ricordo fin dalla specialità l’insegnamento del Prof. Nano, titolare del corso di Chirurgia geriatrica, relativo all’ampliamento delle nostre capacità diagnostiche, grazie alla presentazione clinica delle patologie chirurgiche nel paziente anziano: il geriatra collabora quotidianamente con le varie specialità chirurgiche (ortopedia in primis, chirurgia generale, cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia toracica, etc) sia per l’aspetto diagnostico, sia per la stabilizzazione clinica e la preparazione all’intervento, per ridurre i rischi operatori, e sia nel decorso post-chirurgico, nei casi di prolungamento della degenza per complicanze post-chirurgiche.

Possiamo quindi dire che la Medicina Geriatrica rappresenta la specialità che tipicamente fa riferimento all’area medica, intesa in contrapposizione a quella chirurgica?

Sono due aree complementari e non contrapposte: la reciproca collaborazione è aumentata, anche grazie alla attuale tecnica chirurgica miniinvasiva, che si è sviluppata e perfezionata negli ultimi anni, che ha permesso di accorciare i tempi di degenza post-chirurgica. Fatto che ha permesso di ampliare anche per pazienti più anziani e affetti da comorbilità le possibilità di intervenire chirurgicamente.

Domanda 8 Perché e quando rivolgersi al medico geriatra?

Spesso sono i famigliari o le persone di riferimento che, a vario titolo, si occupano della assistenza del paziente a rivolgersi a noi: trattiamo pazienti affetti da polipatologie (comorbilità) con problemi di compenso da ristabilire. Al nostro centro arrivano pazienti colpiti da decadimento cognitivo in fase iniziale, ma anche in stadio avanzato, per avere un certificato medico che attesti la perdita delle principali autonomie e capacità nell’uso degli strumenti della vita quotidiana, che il Curante allega alla domanda per l’invalidità civile da inoltrare all’INPS per il suo assistito. Inoltre il geriatra interviene quando si rende necessario, per il soggetto anziano “fragile”, l’inserimento in strutture convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale in un percorso di continuità, in collaborazione con l’Assistente Sociale.

Cosa ci si aspetta quando si sceglie di essere visitati da un medico geriatra?

La buona qualità di vita è un obiettivo che vale a tutte le età: pensiamo ai numerosi progetti legati all’invecchiamento attivo esistenti! Dal geriatra ci si aspetta una risposta per questo obiettivo!

Ma a livello umano e non solo scientifico, chi è e che cosa fa un geriatra.

Ogni medico è chiamato nella sua vocazione al rispetto assoluto della vita umana e della sua sacralità. Come geriatra sono umanamente coinvolta nell’evoluzione clinica, nelle aspettative e nella speranza di guarigione dei miei pazienti. L’empatia e la compassione sono valori che accompagnano, insieme alle mie conoscenze acquisite in anni di studio, la mia azione quotidiana. L’ascolto e la comprensione sono la prima cura, dei requisiti indispensabili nell’alleanza terapeutica, nella salvaguardia della dignità della persona e della vita umana.

Biografia della Dott.ssa Elisabetta Ponte Dirigente Medico di Geriatria, SS.Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria

Esperienze professionali

  • Attività di sostituzione di medicina generale dal luglio 1998 a ottobre 2000 c/o ambulatori  della città di Torino e nei comuni limitrofi.
  • Attività di laboratorio di biologia cellulare dal 1999 all’inizio 2003, partecipando a diversi lavori scientifici nell’ambito delle complicanze del microcircolo nel diabete, c/o il il gruppo di ricerca sulla Retinopatia Diabetica del Prof. Massimo Porta.
  • Attività di formazione nell’ambito del corso biennale di medicina di base c/o l’Osp.S.Croce di Moncalieri e c/o la Medicina Specialistica del Distretto di Moncalieri ASL 8, dal novembre 2000  al dicembre 2002.
  • Attività di formazione in qualità di specializzanda in Geriatria  c/o il Dipartimento Universitario di Geriatria dell’Osp. S.Giovanni Battista (Molinette) di Torino  (Direttore    Prof. Fabrizio Fabris, successivamente Prof.M.Molaschi) dal gennaio 2003 al dicembre 2006.
  • Partecipazione alle attività di Segreteria Scientifica del Convegno di Geriatria “Cronicità e riacutizzazione nell’anziano: la gestione al domicilio e in ospedale” tenutosi a Torino c/o l’ASO San Giovanni Battista (Molinette) il 2 e 3 aprile 2004.
  • Conferimento di incarico a tempo determinato di Dirigente Medico di Geriatria c/o  l’ASO SS.Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria-                                                      SOC Geriatria – Dott.Enzo Laguzzi, dal  5/2/07 al 4/8/07, con proroga di mesi dodici a decorrere dal 5 agosto 2007. 
  • Assunzione a tempo indeterminato in qualità di Dirigente Medico di Geriatria, dopo concorso pubblico, c/o l’ASO SS.Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria- SOC Geriatria – Dott.Enzo Laguzzi  il 5/8/2008. Da allora attività di reparto per Acuti, per i Post-Acuti-Lungodegenza, attività ambulatoriale della Geriatria (attuale Direttore Dott. Aldo Bellora) 
  • Partecipazione in qualità di relatrice al XXI Seminario Nazionale della Società Italiana Geriatri Ospedalieri (SIGOs) “Nuove Frontiere Assistenziali e Terapeutiche in Medicina Geriatrica: Scelte Condivise”Alessandria, 13-15/09/2007, con la relazione    “Lungodegenza e Post-Acuzie: integrazione ospedale e territorio”.
  • Dal 2013 membro del Gruppo di Lavoro di Oncogeriatria nell’ambito della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, per la definizione, organizzazione dei percorsi previsti per patologie oncologiche in pz. Geriatrici over 75 anni (individuati dal Test di screening G8)
  • Dal 2013 attività come specialista (geriatra) di riferimento per l’ambulatorio di Oncogeriatria c/o l’ASO “SS Antonio e Biagio e C. Arrigo” di Alessandria  e partecipazione a lavori scientifici nell’ambito dell’oncogeriatria.

Istruzione

  • Diploma di Maturità Scientifica nell’anno1986
  • Laurea in Medicina e Chirurgia il 10 Luglio 1997 con la discussione della tesi dal titolo:

 “Correlazione fra neuropatia autonomica e retinopatia in una popolazione diabetica         ambulatoriale”

  • Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale biennio 2000/2002.
  • Specializzazione in Geriatria il 12/12/2006 con la discussione della tesi dal titolo:

“Le urgenze nell’anziano residente nelle RSA: un modello organizzativo alternativo”.