Sarà l’inverno e questa fredda stagione che porta l’uomo a sentire il gelo nel suo corpo, e non solo, o forse sono gli animi che aspirano a un vento gelido per coprire quello che di dolce e caldo ancora rimane. Ed è allora che io piango, non per mio dolore, ma perchè nella mente vaga un triste presentimento, che io chiamo orrore, e non vorrei, ecco il mio vero squarcio nel cuore, che tutto quello che tu, Dio eterno, hai creato, fosse ormai tanto fragile da svanire nell’attimo immediato.

Un’umile preghiera, da un normale peccatore umano quello che tu hai creato e ti rende grazia, che l’uomo possa ritrovare, pure sotto una cortina di gelo immenso, un attimo di pace interiore, tanto da fargli apprezzare anche un piccolo crescere di erba su un selciato asfaltato, così forse che possa anche io sperare, e lenire leggermente questo mio dolore che mi freme sempre. Grazie ancora di avermi ascoltato e di avermi nonostante tutto, creato.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web