Necessario intervenire urgentemente per fermare attacco all’export agroalimentare

Nutriscore: dobbiamo tutelare biodiversità del territorio per evitare indistinta omologazione

Il rischio è penalizzare la dieta mediterranea e promuovere cibi spazzatura con edulcoranti 

Alessandria. Coldiretti: E’ necessario intervenire con urgenza per fermare l’attacco ai prodotti alimentari nazionali con il rischio del via libera all’etichetta Nutriscore che metterebbe in pericolo le esportazioni agroalimentari tricolori che, nonostante la pandemia, sono aumentate dell’1,8%. E’ quanto afferma Coldiretti nell’apprezzare l’impegno assunto in Europa dal Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, in Audizione alla Commissione Agricoltura della Camera.

“L’etichettatura nutriscore francese, come quella a semaforo adottata in Gran Bretagna, influenzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari – commentano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera che tiene conto dell’insieme della dieta alimentare e non si focalizza sul singolo prodotto. Il nostro territorio alessandrino vanta una grande biodiversità da continuare a valorizzare per evitare un’indistinta omologazione”.

Il rischio è, altrimenti, di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire i simboli della dieta mediterranea, considerati elisir di lunga vita, le cui semplici ma inimitabili ricette non possono essere certo modificate.

Bianco e Rampazzo proseguono: “L’etichetta nutrizionale a colori peraltro boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid. In un momento difficile per l’economia, infatti, dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership in Europa”.