Viaggiar nell’Italia minore 

Varazze e la Leggenda Aurea, di Luciana Benotto

Adagiata in un’ampia insenatura tra la punta della Mola e quella dell’Aspera, dotata di una spiaggia lunga 1 km. e mezzo, protetta dal monte Beguia dai freddi venti di tramontana chi spirano durante l’autunno e l’inverno e rinfrescata dalle brezze marine in estate, Varazze non poteva non sviluppare la sua vocazione turistico-balneare che la vede meta prescelta non solo dai piemontesi e dai lombardi, ma altresì da olandesi, svizzeri, francesi e tedeschi. Ma ciò che richiama i turisti, oltre al mare, è pure il borgo medioevale risalente all’XI secolo, che si stende tra il torrente Teiro e l’attuale via Buranello.

All’inizio del Novecento questo suo assetto urbanistico abbellito da orti e giardini di limoni che intervallavano le sue bellezze architettoniche, cominciò a attrarre un turismo d’élite. La località è infatti ricca di chiese e, tra queste, sono degne di una visita Sant’Ambrogio e San Domenico.

La prima è un edificio eretto nel XVI sec. su un precedente trecentesco ancora incorporato in un tratto delle mura, e si presenta con una facciata romanica e un campanile rossastro cuspidato a tre ordine di bifore. Caratteristica è la pavimentazione del sagrato detta a risseu, cioè fatta con ciottoli bianchi e neri. Al suo interno con pianta a croce latina stanno un polittico di Giovanni Barbagelata raffigurante Sant’Ambrogio, Santi e Angeli musicanti, una tavola di Luca Cambiaso e una tela di Orazio De Ferrari.

San Domenico e l’annesso convento sorgono, invece, fuori dalle mura del centro storico, a pochi metri dal mare nella parte orientale dell’abitato. La chiesa è del ‘400, ma ciò che si vede oggi è frutto di un ampliamento seicentesco. L’interno custodisce affreschi di scuola senese e un polittico rappresentante Jacopo da Varazze (1228-1298), il frate domenicano che deve la sua fama alla “Leggenda Aurea”, una raccolta che narra la vita di centocinquanta santi e che divenne un’importante fonte iconografica per i numerosi artisti che vi si ispirarono. Pregevoli sono poi il chiostro e la Sala Capitolare. Da notare nella facciata una palla da cannone sparata da una nave francese nel 1746 e mai rimossa.

Tra le bellezze di Varazze va giustamente ricordata la Passeggiata Europea che, ricavata sul vecchio tracciato a binario unico della Ferrovia Genova-Ventimiglia, la unisce a Cogoleto. Lungo il percorso si possono ammirare tratti rocciosi a macchia mediterranea dominati da pini d’Aleppo, mentre nei fondali delle piccole baie sottostanti, vivono ricci marini, gamberetti, polpi, paguri e pomodori di mare.