Non ho mai saputo dare nome alle cose
di ogni identità ho imparato
a fare a meno

maschere nomi immagini corpi
ho lasciato divorarsi l’un l’altro

e il telefono che non suona
dentro la mano

Nel punto in cui dritto e rovescio si con-fondevano
-girandola che sprizza e mi resiste
non ho mai saputo pensare
un al di là e un al di qua
e impugnare gli estremi
per riunire o separare

eppure ho conosciuto albe e tramonti
e il nulla che mi rida’ una piccola porzione
del dormire