L’allibratore: “È Tempo Di Disobbedire” di Manuela Di Dalmazi

by Filippo Fenara

Ricordo, come fosse ora, la prima volta che stilai la carta carbone di una sua poesia: “Nell’antro Di Un Gaudio Provvisorio”. Vertigini, affacciandomi su quell’abisso emotivo senza rive, la sensazione di timore di fronte a tanta vastità espressa e sottesa contrastato da un’antagonistica irresistibile attrazione fascinatoria per quei versi di eros marchiato a fuoco al centro della percezione. Da allora Manuela Di Dalmazi, pur apparendo già agli apici dell’icasticità, è riuscita ad andare oltre i propri presunti limiti riuscendo nell’intento quotidiano di rioriginarsi, accumulare vibrazioni, instillare versi in purezza tra le pieghe del subconscio di chi ha la fortuna di leggerla ma non solo, di chi ne carpisce la determinazione, il senso creativo risorgivo, l’emancipazione fiera di donna e madre, la lealtà, la gentilezza, il flusso vitale. Sdrammatizzando l’enfasi, posso comunque asserire che se la mia fosse un’idealizzazione, Manuela di Dalmazi ne rappresenterebbe la realtà perfettamente combaciante. “È Tempo Di Disobbedire” è la sua seconda silloge, viene dopo la più embrionale (ma lo si può dire solo a posteriori) “Germoglia L’anima Deserta” (recensita QUI) ed è un libro “lussuoso” non in quanto elitario, anzi, trae vibrazioni dalla strada, dalla normalità, dal quotidiano e le restituisce amplificate, incandescenti, eleganti, comunque rivolte a qualsiasi tipo di pubblico. Un lusso popolare insomma. Riavvolgiamo il tempo e leggiamo la rovente “Nell’antro Di Un Gaudio Provvisorio”, torniamo all’origine.

Copyright Manuela Di Dalmazi

Origine. Confeziono un’anafora per riprendere il filo del discorso, volendo puntare la lente sulla peculiarità che più mi colpisce di Manuela Di Dalmazi, la natura generatrice, che in una macrovisione olistica va ad interessare tutte le sfaccettature della sua vita espressa in versi, l’abilità congenita e spontanea di donare vita in tutte le accezioni semantiche possibili, l’essere infinitamente madre. Ciò è palesato in una poesia del libro che rappresenta la genesi, l’origine, la creazione, s’intitola “Prequel”. 

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Solchi profondi, emozioni forti. Manuela Di Dalmazi non è mai un sentimento scontato, molliccio o palesato per un’estetica di facciata, è anche popolo, protesta, esternazione del disappunto verso un mondo crudele e insensato, come all’inizio di “È Tempo Di Disobbedire” la poesia tagliente si traveste di surreale “infavolandosi”, come alla fine si comprime nei confetti nucleari degli haiku dei quali la potessa è abile ideatrice. Concludendo vi posto la caustica “OBIETTIVO 35 millimetri” nella sospirante insofferenza di chi, mentre sfoglia un bel libro, aspetta già il prossimo sapendo che sarà ancora meglio. (Filippo Fenara)

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