ONDA, di Mirella Ester Pennone Masi

ONDA

Tu vortice maestoso che splendi 

ancora racchiudi i tuoi bagliori 

illumini il grigiore del mio cuore,

donami un ricordo di strade, di voci 

per questa vaneggiante nostalgia,

mi ricordi il salmastro oceano

a quanto era bello l’uragano

mentre la vita mi teneva per mano

fra le dune bianche di sabbia, 

il vento appagava il mio respiro,

è rimasto tutto bello se nella sera

ascolto un fruscio di nidi,

melodioso è questo rinverdire…

vorrei avere le ali di un falco

per sorvolare la valle e il bosco.

Se osservo da lontano

vedo fiammeggiare il tramonto;

si ridestano nostalgici echi 

e quello dei miei passi leggeri

nel sapido tempo della Primavera;

che tedio è il giorno silenzioso,

già s’insinua quell’ombra scura

mentre d’intorno è tutto un fragore:

sorriderò di questo strano tumulto

domani, quando sorgerà il sole.

Mirella Ester Pennone Masi   27marzo 2020

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