Carabinieri: Predosa e Capriata d’Orba. Raffica di reati in poche ore

Compagnia Carabinieri di Novi Ligure:

Predosa e Capriata d’Orba. 

Raffica di reati in poche ore. Rintracciato, inseguito e arrestato l’autore del RAID. Si tratta di un 37enne pregiudicato di nazionalità marocchina.

I militari della Stazione di Capriata d’Orba hanno tratto in arresto BOUNAFAA Mohamed, 37enne, di nazionalità marocchina, già noto alle FF.PP., che nel primo pomeriggio di ieri, 31 marzo, ha commesso in circa due ore una serie di reati nei comuni di Predosa e Capriata d’Orba, in una sorta escalation che pareva inarrestabile:

  • alle ore 12:00, a bordo di autobus dell’ARFEA, mentre scendeva alla fermata di Predosa, ha sottratto con destrezza il portafoglio al conducente, allontanandosi di corsa e rendendosi momentaneamente irreperibile;
  • alle ore 12:30 circa, le pattuglie dei Carabinieri che lo stavano ancora cercando quale responsabile del predetto furto, venivano inviate dalla Centrale Operativa della Compagnia di Novi Ligure presso il lido di Predosa poiché, poco prima, un uomo di 38 anni era stato aggredito con violenza dal BOUNAFAA, il quale, dopo una breve colluttazione, si impossessava del suo giubbotto con all’interno le chiavi di casa e della sua moto, dandosi poi alla fuga, a piedi, lungo il greto del torrente Orba;
  • subito dopo, sempre in Predosa, lo stesso BOUNAFAA saliva a bordo dell’autovettura di una 40enne, mentre questa era intenta a scaricare la spesa, mettendo repentinamente in moto e dileguandosi alla guida dell’auto;
  • alle successive ore 13:20 circa, veniva segnalato che l’auto che il marocchino aveva rubato poco prima si era ribaltata in un canale di scolo, sempre nel Comune di Predosa, e che il suo conducente si era dato alla fuga, a piedi, nei campi;
  • infine, ancora BOUNAFAA si rendeva responsabile, questa volta nel comune di Capriata d’Orba, del furto, su autovettura, della borsa di una donna di 59 anni.

A seguito del verificarsi, in così poco tempo, dei reati sopra descritti, venivano inviati nel territorio della Compagnia CC di Novi Ligure ulteriori rinforzi provenienti dalla Compagnia CC di Alessandria, talché al dispositivo già rinforzato per le ricerche, composto da 6 pattuglie, se ne aggiungevano altre due, rapidamente fatte confluire in zona e, nel contempo, veniva attivata per le ricerche dell’uomo in fuga anche una pattuglia della Polizia Provinciale in servizio a Casal Cermelli. I militari impiegati avevano cominciato a battere le campagne tra Predosa e Capriata d’Orba, alla ricerca del reo, che veniva a più riprese segnalato dai cittadini. In un’occasione era stato anche avvistato, in lontananza, nei campi dai militari componenti una delle pattuglie che gli stavano dando la caccia, ma l’uomo era riuscito a far perdere nuovamente le sue tracce tra la boscaglia, arrivando anche a guadare, per almeno due volte, il torrente Orba.

Finalmente, verso le ore  alle ore 14.00 veniva rintracciato dai militari della Stazione di Capriata D’Orba vicino alla Cantina Sociale di quel comune. Poco lontano da dove, alcuni minuti prima, aveva commesso l’ultimo furto. Il 37enne, alla vista dei militari, per non farsi riconoscere cercava di coprirsi il volto con dei fiori finti che aveva tra le mani, ma veniva riconosciuto e, bloccato definitivamente, veniva tratto in arresto dai Carabinieri di Capriata d’Orba per i reati di rapina e furto aggravato, aggravati dal vincolo della continuazione. Una volta bloccato, è parso immediatamente agli operanti come in stato di forte agitazione e alterazione, probabilmente dovute all’assunzione di sostanze, tanto che si rendeva necessario far intervenire personale sanitario per le cure del caso. L’uomo, gravato da svariati precedenti soprattutto per reati contro il patrimonio, era stato a lungo in carcere. In ultimo, fino a circa un anno fa, a seguito del suo arresto, nel 2014, sempre da parte dei Carabinieri della Stazione di Capriata d’Orba, e della successiva condanna, per aveva commesso una violenta rapina con sequestro di persona in danno del parroco di Predosa. L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato rinchiuso presso la casa circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria.