Casale Monferrato: Proposta di Ordine del Giorno Urgente

Creazione di un Tavolo territoriale sulla crisi lavorativa e occupazionale

Considerate

  • Le crisi della “Officine Meccaniche Giovanni Cerutti” e della “Newco”, denominata “Gruppo Cerutti S.r.l.”, posseduta pariteticamente da “Officine Meccaniche G. Cerutti S.p.A. in c.p.” e “Cerutti Packaging Equipment S.p.A. in c.p.” che vede circa 270 lavoratrici e lavoratori a rischio di perdita del lavoro;
  • La crisi della Freudenberg di Mombello Monferrato (Gimi, ex Framar, acquistata dalla multinazionale tedesca nel 2016) che sarebbe pronta a chiudere lo stabilimento in Val Cerrina per trasferirlo in Veneto, ricreando una sorta di cupa ripetizione di quanto accadde con la Bistefani, dopo l’acquisto da parte di Bauli con a rischio il posto di lavoro per circa 90 lavoratrici e lavoratori tra diretti e indiretti.

Rilevato che

  • I Sindacati FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL di Alessandria hanno sottoposto mediante un comunicato stampa la necessità di aprire un tavolo di crisi lavorativa a partire dal settore metalmeccanico del nostro territorio del Monferrato Casalese;
  • Già nell’Ordine del Giorno sulla crisi Cerutti presentato a giugno 2020 si impegnava codesta Amministrazione ad avviare a livello locale e sovra territoriale una seria riflessione su quali misure straordinarie per il lavoro e per le imprese potessero permettere di prevenire la crisi o la chiusura di altre aziende e rilanciare l’occupazione;
  • Il nostro gruppo consiliare, come già sta accadendo per la Cerutti, è pronto a coinvolgere i propri rappresentanti nelle istituzioni a tutti i livelli;
  • Il nostro gruppo consiliare è fortemente preoccupato di ciò che potrà accadere a valle di questa fase pandemica, con un’economia indebolita e una ripresa che potrebbe avere tempi più lenti di quelli sostenibili da molte imprese; 
  • Le crisi aziendali sul territorio casalese e del Monferrato sono in continuo aumento e si stanno manifestando in tutta la loro drammaticità. Purtroppo, la GIMI di Mombello o la Cerutti di Casale rischiano fortemente di non essere casi isolati.

Ritenuto che

  • Non sia possibile rincorrere i problemi sul territorio e andare ad affrontare solo in termini emergenziali le crisi di aziende o ancora peggio le chiusure, cercando di limitare i danni;
  • Non possiamo più guardare a queste crisi aziendali senza reagire e, soprattutto, affrontandole come casi isolati: c’è un intero territorio che sta perdendo realtà produttive importanti, capacità e competenze trasferite altrove e vede famiglie travolte da licenziamenti;
  • Senza lavoro va in crisi il territorio e la pandemia sta mostrando in modo ancora più forte i limiti di un sistema di sviluppo che va capito e ridiscusso; 
  • Se manca il lavoro non si consuma, va in ulteriore irreversibile crisi il commercio, il sistema dei trasporti, le infrastrutture e si indebolisce il sistema della scuola e della sanità, perdendo l’identità e il futuro di intere generazioni;
  • Questa situazione debba assolutamente dare il via a un ragionamento più ampio e strutturato a livello territoriale; 
  • Serva un tavolo che preveda la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dei sindacati, delle associazioni di categoria e della politica. Un tavolo che affronti il problema economico, produttivo e occupazionale, partendo dallo stato attuale dell’arte e proseguendo sulle prospettive future del territorio, definendo obiettivi e strategia con la capacità di cogliere l’’occasione dei finanziamenti, in primis quelli che arriveranno dall’Europa.

Impegna il Sindaco e la Giunta a:

  • Ad attivarsi nel costituire un tavolo territoriale di crisi lavorativa e occupazionale che
  • preveda la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dei sindacati, delle associazioni di categoria e della politica;
  • affronti il problema economico, produttivo e occupazionale, partendo dallo stato attuale dell’arte e proseguendo sulle prospettive future del territorio;
  • definisca obiettivi e strategie con la capacità di cogliere l’’occasione dei finanziamenti, in primis quelli che arriveranno dall’Europa;
  • promuova un piano di sviluppo che sostenga il tessuto sociale ed economico del Monferrato, anche in vista dell’arrivo dei fondi straordinari del Recovery Fund che rappresentano un’occasione unica per il rilancio del territorio;
  • interagisca con Prefettura, Regione e Governo, in particolare con il Ministero del Lavoro e il Ministero dello Sviluppo Economico.

Casale Monferrato, 30/03/2021

Firmato

Luca Gioanola

Maria Fiore

Giuseppe Iurato

Fabio Lavagno On.

Roberto Milano