Sotto una luce introspettiva l’autore ci propone una lettura empatica su temi sociali attuali, in questa dimensione, attraverso i dialoghi, il lettore si sente parte integrante del racconto. 

La società dove le regole di base vengono stravolte, riorganizzate dai microgruppi, il protagonista diventa voce polemica interiore di molti, scavando nei desideri più reconditi dell’essere umano, di fronte ai microsistemi. 

L’autore, attraverso gli incontri tra il protagonista e i personaggi, evidenzia la forza di combattere insita in ognuno di noi, nonostante la proibizione di avere un’esistenza regolare e un atteggiamento fin troppo permissivo delle forze dell’ordine che lasciano impunite certe azioni.

Una lettura che mette in luce caratteristiche singolari e catartiche.

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Siamo in un quartiere periferico di una grande città non identificata. Sarà Roma, Milano, New York, Catania … ? Scippi continui, violenze varie, disordine, sporcizia sono perennemente presenti ad ammorbare la zona che potrebbe essere piacevole per la presenza di bellezze architettoniche veramente ingenti. Dario, il protagonista, non riesce proprio a vivere nel pur luminoso appartamento in cui è arrivato da poco. Sente che non ce la può fare; infatti l’inciviltà lo infastidisce sempre di più. Attraverso un incontro casuale, entra in possesso di un’arma pronta da usare, con i proiettili in canna. Ma, cosa succede? Perché il numero dei proiettili diminuisce, malgrado la pistola resti al suo posto e nessuno la usa? Si dipanano una serie di eventi misteriosi, al limite dell’allucinazione. Il mistero si infittisce, sempre di più, in direzione di un miracoloso e sconosciuto giustiziere, determinato a migliorare lo stile di vita della pestifera periferia. Dario, lascerà l’appartamento soleggiato per ricominciare la sua vita altrove, o riuscirà ad adattarsi al luogo? L’autore, Salvatore Scalisi, come sempre, ci mette su una direzione di soluzione narrativa sospesa tra sogno e realtà. Verità ed allucinazioni si susseguono in sequenze accattivanti per evocazioni coloristiche e paesaggistiche, lasciando il lettore col fiato sospeso, in attesa di possibili modalità risolutive, in ogni caso, eclatanti ed eccentriche.

Prof. Maria Carmela Benfatto.