Attendiamo in giorni silenti e fermi

la resurrezione. Attendiamo che

il sepolcro s’apra alla vita e risvegli

quella luce che non ci illumina più

negli abbracci mancati e nelle ferite

delle perdite mentre  vento dell’insipienza

strappa ai rami i fragili fiori della ragione.

  Attendiamo un segno di resurrezione

per poter disperdere petali di speranza

sui pendii della paura e ritrovare dietro

le maschere della falsa sicurezza,

la luce impavida di un sorriso nuovo.

Sarà allora la primavera in un’alba di

rinascita in mani che trovano mani.

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