Amiche e amici di Alessandria Today, oggi vi invito a leggere l’interessante intervista ad un’autrice che mi ha colpita profondamente: Matilde Guarducci. Il suo romanzo “Mare grigio” è stata uno più che una lettura, una vera esperienza che tocca le corde dell’anima.

1. Cara Matilde, raccontaci un poco di te. Chi sei? Che fai nella vita? Sono un’insegnante di italiano e storia a cui piace organizzare viaggi a piedi e in bicicletta, ho un profilo IG dove annoto i libri che leggo e scambio, sostengo varie associazioni che si occupano di gatti, ricci e fauna selvatica, mi rilasso cucendo vestiti e ogni tanto mi diverto a scrivere, anche se in questo non sono sistematica: quando sento una sorta di impulso, scrivo anche per un mese di seguito tutti i giorni, e poi magari non scrivo una parola per anni. 

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2. Parlaci del tuo libro? È un romanzo breve ambientato in una Versilia quando è quasi “fuori stagione”. Il protagonista è un uomo che ha sacrificato la vita a quella che lui ritiene essere una carriera ma che al di fuori del piccolo paesino di mare dove vive non ha nessun valore. La crisi è innescata dall’arrivo di un ragazzo che in tanti aspetti gli ricorda lui da giovane. Sono due perdenti inseguiti dalle loro paure e angosce, e alla fine non c’è nessun riscatto, solo il senso dell’ineluttabilità dello scorrere del tempo. 


3. Da cosa è nata la tua idea? Per molti anni, quando facevo l’università, ho accompagnato gruppi di anziani in vacanza, spesso nel mese di settembre. Molte delle chiacchiere che riporto nel romanzo, alcune sottotrame, alcuni personaggi sono plasmati su eventi e persone che ho conosciuto e per certi versi in parte dimenticato, se non per piccoli flash che ho voluto trascrivere nel libro, quasi per non perderli più. Ho iniziato a scrivere il libro nel 2009 e ha avuto una gestazione durata nove anni. 


4. Qual è il messaggio che volevi trasmettere?Non c’è di certo alcun messaggio positivo, se non un invito ad acquisire consapevolezza in cosa perdiamo il nostro tempo, a cosa diamo valore e invece non ne ha. Non ci sono personaggi positivi nel romanzo: forse solo le donne (e non tutte) sembrano uscirne meglio in quanto danno il giusto valore alla loro vita, alle loro ambizioni e agli affetti. 


5. Quanto c’è di te o del tuo vissuto nei personaggi? Ho lavorato nelle vacanze anziani e, prima di insegnare, come animatrice in una casa di riposo. Per me descrivere il disfacimento dei corpi e delle menti è stato catartico, sentivo il bisogno di dare un senso a tutto questo vissuto e, allo stesso tempo, rendere protagonista un’età che la nostra società tende a rimuovere, a non voler vedere, ma che riguarda tutti. 


6. Chi sono i tuoi autori preferiti? La lista sarebbe lunghissima, e avendo una memoria labile ho aperto il profilo IG proprio per ricordarmi nomi e titoli. In questo momento sono fissata con Jon Kalman Stefansson, ma il libro che ultimamente mi ha sconvolto di più è stato “Le benevole” di Littell. 


7. Prossimi progetti? Ho almeno altri due romanzi e mezzo nel cassetto che stanno sedimentando e che tra qualche anno ritirerò fuori per riscrivere e rifinire. Adesso scrivo soprattutto per lavoro – relazioni e bandi – e ho dei progetti lavorativi e creativi che non sono legati alla scrittura… Quando vorrà si farà sentire, a me funziona così. 

8. Come ti vedi da anziana? Mi vedo dedita ai miei hobby, ironica con una punta di cinismo, piena di gatti, e finalmente sicura di me. 

Grazie di cuore Matilde e AUGURI per tutti i tuoi progetti!

Anna Pasquini – Alessandria Today di PC LAVA