Tre desertiche punte
infilzate nel sole, nel sale del mare;
gagliarde calure, infinite,brucianti.
Terge spossanti sudori 
una tela tra il collo e la fronte.

Sospesa sull’acqua,
dal cielo sei attratta
e dagli inferi amari
Passa Goethe e Pirandello per Caos
si genera.

Rifugio di uccelli e di Dei,
colorata e forgiata
a colpi di maglio da venti.
Sicilia di passo,
tra Scilla e Cariddi
tra capperi e fichidindia di spine
tra zagare e stelle nel cielo
appena appuntate,
vaganti,
a cadere una notte d’estate
nel mare.

Le molte infinite ragioni
di Gorgia
vestite di nero
come le donne di ieri,
che in silenzio
indossano fiere e solenni,
con occhi di anima trasluccicanti,
bellezza e miseria.

Chi resta, scompare.