ANPI: Risoluzione “A/HRC/46/L.4 on the negative impact of unilateral coercive measures on the enjoyment of human rights”

Casale Monferrato: Lo scorso 24 marzo, presso la Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite, si è votata la proposta di Risoluzione che chiedeva l’eliminazione delle sanzioni inflitte unilateralmente da un Paese a danno di altri, le quali impediscono il pieno godimento dei diritti umani.

L’embargo a cui sono soggetti alcuni Paesi ostacola il loro commercio internazionale, incluso quello dei medicinali, dei presidi sanitari, dei macchinari ospedalieri, dei generi alimentari, fatto ancora più grave durante l’emergenza sanitaria mondiale in corso.

Questo “castigo” che viene inflitto alle popolazioni di quegli stati è brutale e disumano, in particolare oggi quando la vita scivola via rapidamente, generando preoccupazioni e dolore ovunque.

La risoluzione, approvata a maggioranza dei voti, richiama l’attenzione sul fatto che le sanzioni decise in via unilaterale dagli stati a danno di altri hanno degli effetti negativi sulla vita delle persone, violano i diritti umani e, conseguentemente, devono cessare.

Ci chiediamo pertanto cosa sia inaccettabile in tale risoluzione, tanto da meritare il voto contrario del nostro governo. Ci domandiamo inoltre se sanzioni che hanno ricadute tragiche sulla vita delle persone, intesa come alternativa alla morte, rispettino il valore assoluto che la nostra Costituzione riconosce alla vita stessa e alla dignità umana.

Riteniamo che le necessarie pressioni a Paesi che calpestano i diritti umani, debbano essere decise solamente dagli organismi sovranazionali deputati alla tutela dei popoli, a cominciare dall’embargo della fornitura di armi.

Invitiamo tutti e tutte a riflettere sulla necessità di partecipare attivamente alla costruzione di relazioni internazionali improntate al rispetto dei diritti umani, facendo pressione sul nostro governo affinché si conformi sempre ai valori sanciti nella nostra Carta costituzionale.