Tanto qual è il problema? Ora la scuola funziona anche a distanza, ci sono delle straordinarie piattaforme che continuano ad aggiornarsi, per poter migliorare il prodotto e offrire un servizio identico alla lezione in classe. Puoi inserire la manina bianca per prenotarti, puoi ideare un’estensione per registrare qualunque uscita e/o entrata degli studenti, puoi esagerare con il numero dei partecipanti, ma non potrai mai sostituire la vera scuola.Una lezione degna di questo nome è basata sull’incontroSenza l’incontro, senza un’intesa e un dialogo vero con gli studenti, la scuola rimane un edificio spento che serve a fornire informazioni, che oramai si trovano ovunque e alle volte più aggiornate. Ora, focalizziamo l’attenzione su coloro che sono fra i protagonisti di quell’incontro: gli studenti. In modo particolare quelli delle scuole secondarie di secondo grado (“scuole superiori” non andava più bene?). Perché a parte forse qualche servizio in televisione e alcuni incontri con grandi nomi della pedagogia, della sociologia, della psicologia in alcune scuole, non si parla quasi mai della vera emergenza educativa di questo momento, che nella fattispecie consiste nel disagio e nella sofferenza di molti adolescenti nel sentirsi totalmente privati della fiducia da parte degli insegnanti che dovrebbero comunque essere educatori .

Sorgente: Si fa presto a dire: chiusura delle scuole