Micla oggi ha attentato alla vita del Santissimo…
È tornata dal lavoro in ritardo, di corsa, si è ingozzata, ha aiutato Mattiasan a recuperare la password per le lezioni on line, si è preparata mentre il cellulare sondava Atomic Girl al piano di sotto.
«Tua madre non risponde, sarà andata dalla parrucchiera a piedi?» la risposta è stata «Bo, non sento l’altoparlante che parla con Nuvola Bianca» è sorda, quindi alza la voce per farsi sentire dalla vicina e le riconoscono fino a Pontevalle.
Micla guarda dalla finestra alla ricerca di uno speedfire con il golfino rosso ultimo grido collezione 1982, non c’è.
Vola giù per le scale, apre tutte le porte e torna su. Lui tranquillo: «Non c’è?» non è preoccupato… Lei fuma catrame dalle orecchie e dal naso.
«Le dico di chiamarmi e tre giorni fa si fionda come la Queen Mary dentro la tempesta perfetta per non ammettere che non ha il cellulare, oggi le dico di avvisare se esce a piedi e invece nisba» getta fuori carta e plastica.
«Faccio io!» Wow… Il Santissimo la sorprende.
Lei attacca gli auricolari per ascoltare La Cruna del Lago e avvia l’aspirapolvere, intanto lui esce con i sacchetti. Tempo cinque minuti suona al campanello, NON HA MAI LE CHIAVI, non è come Micla, mazzo pigliatutto dentro tasche e borse.
Apre, risuona, riapre immaginando una scarica elettrica che lo colpisce. Vuole le chiavi.
Lei le afferra, si sporge dalla scala e apre la mano, poi dice «tiro?» capendo in ritardo che ha invertito la tempistica. Lui è sotto, il mazzo lo colpisce dove cinquant’anni fa c’era la fontanella. Lui accusa il colpo, ammutolisce, perde l’ironia. Lei pensa che fa male, ma torna all’aspirapolvere. Pazienza.
Lui ritorna e non suona, il colpo è andato a segno, sembra normale. Ironizza: «ho un bernoccolo sul cervello, hai cercato di eliminarmi e invece adesso ho le chiavi della conoscenza».
Ma se non ha nemmeno quelle di casa!?

Michela Santini

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