Opinione: LA LONTANANZA E LA FELICITA’, di Gregorio Asero

LA LONTANANZA E LA FELICITA’

La lontananza, a volte, può essere una bella cosa. Il desiderio, il bisogno di vedersi, finisce per aumentare l’affetto che si prova verso una determinata persona. Bisogna solo avere pazienza e saper aspettare il tempo giusto. 

Chiaro che sul tempo siamo meno disposti a fare concessioni man mano che si diventa vecchi, perché la nostra attesa è crudele e noi siamo ansiosi di vederla finire. Inoltre il tempo necessita di coraggio per aspettarlo e, ovviamente, quanto più tempo ci vuole per raggiungere un determinato scopo, tanto più crudele è l’attesa. 

L’idea che non ci sia felicità nell’attesa contribuisce a farci diventare pessimisti, con il rischio che quando raggiungeremo la felicità, questa sarà meno “felice” di quanto ci immaginavamo. 

Allora si pensa che la felicità che la sorte ci donerà, sarà diventata insufficiente e potremmo esserne ormai indifferenti. 

Penso che proprio questa indifferenza ci potrebbe rendere meno esigenti e ci permetterà di credere che la felicità che ci avrebbe reso felici, ci avrebbe reso felici in un dato momento, in cui forse non ne avremmo avuto bisogno.

Gregorio Asero