SULLE RIVE DEL MIO FIUME, di Gregorio Asero

SULLE RIVE DEL MIO FIUME

Seduto sulle rive del mio fiume 

sento lo sciabordio delle acque 

che si perdono tra l’alta erba 

E mentre ascolto il mio carme 

si accendono le stelle

Poeta da quattro soldi 

I miei versi non sono pane saporito 

ma sono preda della carne dell’uomo

I miei versi generano parole d’amore

ma sono carichi degli occhi della mia amata

Tu donna non verserai mai una lacrima di dolore 

ma piangerai gocce d’amore

Domani forse il mio poema 

sarà preda della donna da amare 

Domani il mio carme lo donerò a lei

Il fiore della speranza 

voglio che resti appeso ai miei sogni 

Il fiore della speranza 

sarà l’ultimo a seccare 

e sempre ondeggerà nella brezza della sera

Non voglio più scrivere versi striati di sangue

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da ” COME LE FOGLIE AL VENTO”

Gregorio Asero 

copyright legge 22 Aprile 1941 n°633