– Il Fatto Quotidiano

Il deputato Pd ricorda suo padre Nedo, instancabile testimone della Shoah, scomparso a 95 anni nel dicembre scorso.

“Era moribondo su un pagliericcio, per via di un’infezione della gamba bastonata dalle SS”di F. Q. | 11 APRILE 2021“Oggi, 76 anni fa, veniva liberato mio padre nel campo di Buchenwald“.

Inizia così il ricordo, affidato alla sua pagina facebook, di Emanuele Fiano, deputato del Pd. Suo padre, Nedo, è stato uno dei più attivi e noti testimoni della Shoah in Italia: ha girato centinaia di scuole, è comparso in decine di documentari, ha scritto diversi libri.

Nedo Fiano è morto a dicembre dello scorso anno a 95 anni. Furono i fascisti ad arrestarlo perché ebreo: stava passeggiando in via Cavour, a Firenze, e lui aveva 18 anni, era il 6 febbraio 1944.

Da lì Fiano fu traferito nel campo di transito di Fossoli, con altri 11 membri della sua famiglia. E infine ad Auschwitz, dove arrivò il 16 maggio del 1944. Fu l’unico superstite della sua famiglia.

I nazisti in fuga lo trasferirono a Buchenwald, dove l’11 aprile 1945 arrivarono gli americani.Così il figlio Emanuele, su facebook, ricorda la sua liberazione dal lager nazista: “L’11 aprile 1945 i militari della US 89th Infantry Division (l’89ª divisione fanteria della terza armata degli Stati Uniti) raggiunsero la zona.

Le SS fuggirono e i prigionieri stessi liberarono il campo organizzando un sistema di autogestione interna. Nel pomeriggio i soldati del generale George Smith Patton spezzarono i fili spinati ed entrarono nel campo.

La fotografia che pubblico mostra i prigionieri della baracca dove fu liberato Elie Wisiel a Buchenwald“.

Sorgente: “Oggi 76 anni fa mio padre veniva liberato dal campo di Buchenwald. Nessuno di noi potrà capire fino in fondo”: il ricordo di Fiano – Il Fatto Quotidiano