CONOSCIAMO A FONDO L’ANIMO UMANO?
L’animo umano è ciò che di più complesso e inesplorato esiste su questo mondo: un universo di sentimenti, emozioni, ricordi, idee, pensieri, esperienze che la mente ha archiviato in un angolo remoto, problemi irrisolti, zone oscure …
Freud sosteneva che ciò che si vive nei primi anni dell’esistenza lascia una traccia indelebile nella vita di una persona.
Tempo fa lessi di un uomo che ogni volta che doveva parlare in pubblico provava un disagio enorme, al punto che balbettava: cosa che, invece, non gli accadeva mai nel privato.
Scavando nelle sue esperienze passate, insieme al suo analista, rielaborò un ricordo lontano e scoprì quale fu la causa del suo malessere: quando era molto piccolo fece una passeggiata insieme al nonno, al quale era molto legato, e, mentre camminava, chiacchierava. D’un tratto incontrò un uomo, amico del nonno, il quale, vedendo lui bambino che chiacchierava molto, fece una osservazione sgradevole. Disse, infatti, che se avesse avuto lui un bambino così chiacchierone lo avrebbe gettato dentro un fiume, indicando un corso d’acqua che era poco lontano da quel posto.
Questa esperienza, che in quel momento sembrò insignificante, in verità, ferì nel profondo questa persona, al punto da ostacolare la sua capacità di comunicare con le persone estranee.
Spesso, in vari documentari riguardanti crimini del passato o del presente, apprendo che l’infanzia dei serial killer è stata sempre segnata da grandi violenze subite in famiglia.
Ricordo in particolare il caso di un uomo, studiato da uno psichiatra forense, il quale aveva ucciso decine di donne. Dopo ogni omicidio, l’uomo aveva rapporti carnali con il cadavere che poi faceva a pezzi.
Indagando nella vita dell’omicida seriale lo psichiatra forense scoprì che da bambino aveva subito gravi violenze e mortificazioni dalla madre. Lei, difatti, quando doveva punirlo lo costringeva a vestirsi da donna e, così vestito, lo faceva uscire fuori affinché gli altri bambini lo deridessero.
La donna, inoltre, che aveva l’abitudine di prostituirsi, consumava i rapporti carnali con gli uomini in presenza del figlio, il quale era obbligato ad assistere.
Il bambino, che mai si ribellò, cominciò a nutrire un odio cieco nei confronti della madre che, in età adulta, riversò su tutte le donne che incontrò.
Odio, rabbia, umiliazioni a cui mai si era opposto, lo resero un assassino che aveva come oggetto su cui riversare il bisogno di ammazzare proprio la donna. A tale bisogno di sangue seguiva quella sorta di rito che, come ho già spiegato, prevedeva il rapporto carnale con il cadavere ed il fare a pezzi il cadavere stesso.
La storia del killer delle donne, di sicuro orribile ed estrema, in realtà, può essere considerata un esempio di come la mente umana sia labile e di come l’animo di un essere umano, se lacerato, specie nell’età più fragile, possa condurre a pericolose e terribili deviazioni.
Da credente penso che le esperienze di amore cristiano siano una cura formidabile per tutti i mali, specie quelli dell’animo.

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