Federica Vanossi: Sonata a quattro mani. Andante con amore

Al di là di ogni credo religioso, che tu sia in quello che chiamano Paradiso, in un’altra dimensione, o come ci raccontavi sbeffeggiandoci, rivissuto in un pino maestoso o in una roccia delle montagne valtellinesi che hanno protetto i tuoi giochi infantili,sei con noi,sei con me. 

A rischio di essere considerata poco equilibrata o eterna sognatrice, continuerò a comporre e dialogare con te e, quando il dubbio cercherà una parola d’amore forte e chiara, quasi urlata, probabilmente forzerò le risposte, le tue e le plasmerò fino a renderle perfettamente combacianti con le domande che affollano una testa già di per se’ confusa, ma desiderosa di conoscere e di interpretare con un’allegria a tratti ingenua ed ottimista, le prove che incontrerò nel viaggio che mi hai indicato amorevolmente .

 La lettera che mi hai scritto, quella che mi avrebbe riportato a casa, quella che ho sempre tenuto in borsa o in una tasca, lisa  non tanto dagli anni trascorsi,ma dalle mani che l’hanno sfiorata rileggendola e ripetendola a memoria, era il primo indizio. 

Hai solleticato la curiosità che mi contraddistingueva da bambina, quando davi  il la ad una storia ed aspettavi che fossi io a continuare verbalizzando sinfonie a quattro mani, descrivendomi un paese il cui nome finiva in tan, ma che sul mappamondo o sugli Atlanti non avrei trovato. 

Sapevi che non mi sarei arresa perché quello era l’Eden a cui aspiravo, dove tutto è in equilibrio ” sebbene precario e’ pur sempre un equilibrio, mia fragile Federica”- sono parole tue, papà, le ricordi anche tu?- Ogni parola scritta in grafia elegante, quasi volessi incorniciare e colorare in una griglia la più bella lettera d’amore scritta ad una figlia, accendeva in me raggi di sole che avevo coperto con una coltre più scura delle indecisioni e poco alla volta e ho decifrato il sottocodice,duplice, triplice, anagrammato o chimico, con cui hai confessato quello che non osavi sussurrarmi all’orecchio. 

Ti racconterò poco per volta quello che ho scoperto, così avremo sempre fonti inesauribili da cui attingere per scrivere insieme.

 Intoneremo la melodia di base e poi sulla tastiera delle carezze non date, comporremo armonicamente insieme croma con biscroma, lunga con breve, solfeggiando con le dita e disegnando nell’aria sinfonie a quattro mani.

Federica Vanossi Sonata a quattro mani. Andante con amore