In mezzo ai montimi stava vicino un cervomolto socievolefacendomi capire quanto iofossi distante dal mondo. Dopo aver vissuto una virtuosa carriera di samurai, Saigyō (nato col nome di Satō Norikiyo) decide di indossare la tunica di monaco buddista e ricerca la verità dell’esistenza, anche peregrinando per le foreste, prendendo poi il nome buddista di Saigyō.Molti grandi uomini presero una svolta durante la loro vita e riuscirono a trovare il senso dell’esistenza, un motivo per vivere in questo grande mistero che è l’universo, circondato di bellezze e sofferenza. Potremmo citare molti uomini veri e letterari, dallo stesso Siddharta Gautama a Paolo di Tarso, dall’Innominato di Manzoni a Jean Valjean di Hugo; tutti accomunati dal desiderio di cambiare la propria vita. In questa società così labirintica e ricoperta di cemento, essi sono fari che illuminano, boe che offrono un ristoro alla fatica per poter poi ricominciare il viaggio.

Sorgente: Saigyō e la distanza dal mondo – La Rivista della Natura