Racconti: REALTÀ E SOGNO, di Gregorio Asero

REALTÀ E SOGNO.

Il mondo del sogno non è il mondo della realtà, ma questo fatto in se inconfutabile, non dimostra, altrettanto in modo inconfutabile che non sia meno vero. 

Nel mondo del sogno le nostre sensazioni sono ovviamente amplificate, appesantite da una realtà distorta e, nello stordimento che ne consegue al risveglio, non siamo nemmeno in grado di distinguere razionalmente ciò che è avvenuto intorno a noi. 

A volte, specie quando ci appisoliamo nel pomeriggio, al nostro risveglio, non siamo nemmeno in grado di capire se è sera o mattina, se fuori ha piovuto o è stato bel tempo; si resta in silenzio, in confusione.  

La distinzione fra le persone o le cose resta per qualche momento rinchiusa in una specie di limbo, appesa a una bruma oscurità in cui la vera realtà ci appare vista come attraverso un vetro smerigliato e la percezione delle cose o delle persone, sbuca immersa in un’altra realtà. 

Direi che la sostanziale differenza fra sogno e realtà è che, nel momento che precede il sonno più pesante, se qualche sprazzo di realtà fluttua innanzi a noi prima di essere preda del sonno stesso, resta la certezza che la realtà, al nostro risveglio, possa essere ripresa al momento stesso in cui l’abbiamo lasciata; mentre al sogno ciò e precluso. 

Comunque devo dire che, a mio parere, un’ora di sonno senza sogno, equivale ad un attacco di paralisi nella vita reale, ma c’è anche da dire che se si dorme troppo, al momento del risveglio, si è senza coscienza, sembra di vivere in una vita inanimata. 

Ad ogni modo è sempre attuale il famoso proverbio che dice: chi dorme non piglia pesci, ma è anche vero che chi dorme in beatitudine vive molto meglio che non in questa nostra moderna realtà.

Gregorio Asero