“Usiamo le parole per dire quello che pensiamo, ma non pensiamo alle parole che usiamo”Scatto questa foto di copertina dell’articolo mentre passeggio lungo una viuzza della mia amata Perugia.

Un’origine condivisa? Si; come si può porre sullo stesso piano l’arte: la massima espressione di creatività connessa alla nostra più profonda sfera emotiva e il concetto: la massima e più consapevole elaborazione cognitiva tradotta poi in linguaggio?

Non è possibile spiegare in un breve articolo questo vasto e sorprendentemente infinito argomento, ma qualcosa di importante possiamo dirlo, con lo scopo principale di comprendere, di conoscere il nostro funzionamento…e tramite questo meraviglioso artificio che è il linguaggio.Perché lo definisco artificio?

Mi affascina da sempre, il linguaggio, da quando ho capito, studiando il greco, che il linguaggio ha un potere creativo e che, leggendo Heidegger, ‘Il linguaggio è dimora dell’essere’; egli infatti argomentò e obiettò il fatto che il linguaggio fosse uno strumento dell’uomo: “Non è l’uomo che parla nel linguaggio, ma è il linguaggio che parla nell’uomo, il linguaggio dispone l’uomo (…) noi siamo parlati dal linguaggio”.

Il linguaggio è il primo e più grande artificio dell’uomo appunto, è un automa, che funziona a prescindere dal singolo individuo …. è il linguaggio che parla dentro ciascuno di noi.

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