Mai così pochi lavoratori in Italia (58%) della popolazione, in ginocchio tutte le P.Iva. Siamo all’alba di una nuova devastante crisi economica.

5,60 milioni di P.Iva hanno accumulato in questi 14 mesi una media di 30 mila euro di debiti a testa. Una caduta di reddito verticale senza precedenti per queste famiglie che l’attuale decreto Sostegni non salverà dal rischio chiusura e licenziamenti a pioggia. Cosa accadrà dopo il 1° luglio con il primo sblocco dei licenziamenti? A rischio ulteriori 241.000 lavoratori come stima al ribasso. Federcontribuenti: ”Aumenta il debito pubblico, aumenta il numero delle famiglie cadute in povertà assoluta e non è ancora ripartita la macchina delle pretese fiscali e bancarie. Alla politica opportunista chiediamo onestà e a Draghi di fare presto e bene pur comprendo bene le difficoltà. Se mettessimo insieme tutti i numeri e le categorie risulterebbe un quadro funereo. Maestà, il popolo ha fame, non vendetegli fumo!”.

Sulla base delle stime preliminari risultano essere oltre 2 milioni le nuove famiglie cadute in povertà assoluta, un incremento di oltre un milione di persone. Nell’anno della pandemia, pertanto, la povertà assoluta ha raggiunto, in Italia, i valori più elevati da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore, il 2005. 

Non solo le famiglie cadute in povertà assolute ma, anche tutte quelle famiglie che hanno visto andare in funo il 30% del proprio reddito in periodo pre pandemia e che hanno accumulato debiti per l’affitto di casa e con le bollette. 

Per non parlare dell’ultimo pasticcio sulla Cig che per mesi ha lasciato 6 milioni di famiglie senza respiro in quanto avevano esaurito le 12 settimane di cassa integrazione con causale covid perdendo fino a 280 euro del già misero reddito.

Il prossimo 30 aprile l’Agenzia delle Entrate riprenderà l’esecuzione delle cartelle esattoriali e il prossimo 30 giugno scadrà la proroga della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili per morosità o pignoramenti. Cosa ne sarà di queste famiglie? In gioco non solo l’attività produttiva ma soprattutto il reddito familiare, di cosa vivranno?

La mal gestione iniziale della pandemia è costata carissima all’economia italiana: il fatturato delle imprese non riguardanti la filiera alimentare e farmaceutico è crollato ben oltre il 70%. La contrazione dei ricavi ha colpito la quasi totalità dei settori più toccate dalle restrizioni connesse all’emergenza sanitaria, filiera del turismo (attività delle agenzie di viaggio -76,3%, trasporto aereo -60,5%, alloggio e ristorazione -52,5%). In soli 14 mesi i conti pubblici hanno maturato un debito di 500 miliardi, dove sono finiti? Senza ripresa come salveremo i conti pubblici?

Federcontribuenti: ”le risorse economiche si nascondono ancora nella pessima efficienza della gestione pubblica, la pandemia sembra aver dato nuovo impulso ad azioni deplorevoli e meschine nei confronti delle famiglie italiane in grave crisi economica. Draghi non si trova solo a gestire una situazione socio economica pronta ad esplodere, ma anche tutto il resto eppure il tempo è prossimo alla scadenza. Sappiamo che le pressioni intorno alla Corte sono tanto insistenti quanto potenti, resta la libertà però di scegliere da quale parte stare”.