LA COSCIENZA DEL BENE E DEL MALE.
Tempo fa, facendo delle riflessioni sulla morte di una persona, mi confrontai con un ateo sui concetti di bene e male. Costui, esaltando la sua mancanza di fede, sosteneva che i concetti di bene e male sono una arbitraria creazione dell’uomo per spaventare e soggiogare le masse ed in particolare gli ignoranti. “Chi stabilisce cosa è bene o cosa è male?” Diceva questa persona. In sostanza, negava la validità del pensiero che vuole la separazione tra bene e male. Diceva che cercare di distinguere il bene dal male è stupido, inutile, sbagliato, arbitrario ed è una operazione simile a quella che si fa con i bambini quando si vuole educarli o punirli.
Riflettei a lungo su queste parole e mi capita ancora oggi di pensarci.
Credo che negare il male o la possibilità di distinguerlo dal bene, significhi affermarlo, rafforzarlo, potenziarlo, esaltarlo.
Penso che il modo migliore per diffondere il male, per giustificarlo, per renderlo un “fatto normale”, sia proprio affermare l’idea che bene e male siano semplici punti di vista.
Sant’Agostino diceva che Iddio ha impresso nel cuore di ogni uomo la coscienza del bene e del male.
Forse Sant’Agostino era un povero ignorante o forse ha perso la sua essenza umana chi nega l’esistenza di questa coscienza?