Trascorre il giorno, di Vittorio Zingone

Trascorre il giorno   

Trascorre un giorno rotto a tutti i mali.  

Interrompi, con il sonno, il passato dal futuro;   

Credi d’avere interposto un baratro senza ponti,  

Cosi’ da intraprendere un percorso nuovo   

Giunta la nuova fatidica aurora.   

Ma non e’ cosi’.   

Ti svegli con un peso che ti stritola; e’ la memoria che sempre, comunque, dovunque ti perseguita.    

E’ il tarlo dell’intelligenza   

che ti costringe a fare indigestione di bacate conoscenze.   

Sono le emozioni che ti legano   

A tutto cio’ con cui vieni a contatto.   

Sono i sentimenti che ti condannano  

A dipendere dagli altri in ogni senso.   

Quando pure credi d’esserti sbarazzato  

Da legami che non ti lascian vivere tranquillo  

Perche’ avverti dentro solitudine, rimpianto, nostalgie  

Di cio’ che fu bello o sarebbe dovuto esser bello  

E non lo fu per circostanze che hanno intralciato    

Sogni, speranze, miraggi, illusioni,   

Ti rammarichi di non aver saputo manovrare  

Affinche’ le cose andassero in altri modi piu’ favorevoli   

Alla felicita’ del tuo essere nel mondo  

In questo sistema di cose contingente.   

Sono i sogni che fanno il passo piu’ lungo della gamba.   

Sono le speranze che non indirizzi per la giusta strada  

Giunto agl’infiniti bivi della vita  

Dove i cartelli indicatori non sono comprensibili    

Alla bacata intelligenza.  

Sono le recriminazioni che prendono il piu’ delle volte  

Il sopravvento sul fattivo dire e fare,  

Anche quando ti trovi accerchiato   

Da fiamme incorreggibili. 

Sono i rimuginii senza senso    

che t’incollano la’ dove ti trovi,   

Ti condannano a rimanere 

nelle sabbie mobili  

in cui sempre piu’ sprofondi   

Se ti dimeni in preda alla paura di non farcela ad uscirne.   

Se ogni giorno ha la propria croce da issarsi sulle spalle,   

Perche’ vi aggiungi quella che portasti  

In ogni giorno del passato vivere  

E quelle che immagini avrai da caricarti    

di traverso al collo in avvenire?   

Eppure e’ sempre cosi’ che si mette la faccenda;   

L’incertezza t’accerchia, ti pesa addosso, ti comprime,  

Ti rende invalido in relazione a te stesso, 

All’intero mondo, ti sprofonda come in sabbie mobili.    

E non ci puoi far nulla.     

(Una pagina in prosa dal mio diario. )