Si tengono alla larga
dal mare i fiumi,
ma di vertigine sbandano e
precipitano.
Respinti a riva si estenuano
nella risacca, sognando
l’impossibile risalita.
L’anguilla, che lega il fiume
al mare in nodo di mistero,
d’acqua dolce si fa esempio,
per trascinare ancora e in alto
la sua memoria trasparente.

NICO ORENGO, 1984

Lirica di 12 versi piani, di varia misura, priva di rime. Il tema del fiume, che sbocca nel mare, e non può tornare indietro, è frequente nella poesia di tutti i tempi. Qui Orengo ci aggiunge un animale interessante e misterioso, l’anguilla, già protagonista di una celebre poesia di Montale.